Convergenza oculare - FOSFENISMO ITALIA

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Convergenza oculare

Applicazioni > Sviluppo Individuale

La convergenza oculare è un esercizio da sempre praticato nelle tradizioni mistiche. Esso consiste in una revulsione fisica degli occhi che si incrociano per fissare un punto, generalmente alla radice del naso (il cosiddetto “terzo occhio”).
Nell’ambito del Fosfenismo la convergenza oculare ha un’importanza cruciale. Il dott. Lefebure le attribuisce un ruolo fondamentale, perché effettivamente può fare la differenza in un percorso iniziatico efficace e illuminante. Grazie ad essa, e soltanto con essa, i risultati degli altri esercizi potranno essere integrati nella coscienza.
Il dott. Lefebure la definisce come l’autentica chiave segreta del Tempio, come l’esercizio che rappresenta davvero il centro della magia e il segreto primordiale dell’Iniziazione (Homologies, pagg. 334-335).

Quando gli assi oculari si incrociano e convergono in un certo punto, soprattutto se si tratta di un punto posto sulla pelle che sia inoltre energeticamente sensibile, avviene una sorta di corto-circuito a livello sottile che stimola grandemente quel punto.
Nel caso della concentrazione sul terzo occhio si ha un’inversione del senso della vista, che da esterna diventa interna, da centrifuga diventa centripeta. Il dott. Lefebure insiste molto sul significato e sulla pratica delle inversioni sensoriali, indicandola come il principio fondamentale dell’Iniziazione: direzionare verso l’interno un’attività normalmente rivolta verso l’esterno consente infatti di passare da una scala ad un’altra, da un piano ad un altro, ad esempio dalla pianta all’uomo, e dall’uomo all’Iniziato.

Lavorando sulla vista, passeremo quindi dalla vista fisica alla vista psichica, con la conseguente attivazione del cosiddetto terzo occhio, posto alla base della fronte.
La convergenza oculare ha inoltre un effetto meccanico sul nervo ottico, che viene "stirato" arrivando a stimolare l’epifisi (ghiandola pineale), piccola ghiandola a forma di pigna che si trova nel centro della massa encefalica.
Ma la convergenza oculare porta con sé principalmente il dono dell’Illuminazione, inteso anche in senso strettamente letterale. Con la pratica nasce infatti una luce interiore, così reale da sembrare fisica, ma molto più intensa e brillante, che continua a crescere via via che ci si applica all’esercizio.
E’ come se gli occhi "emettessero un irraggiamento che, diretto al centro della fronte, vi facesse maturare l’organo della vista spirituale" (Homologies, pag. 339). E questa luce, oltre alla vista sottile, fa emergere inoltre il meglio di sé, producendo, a volte in qualche mese soltanto, una radicale trasformazione dell’individuo.

Procedendo nella pratica, arriveranno visioni di altre dimensioni e si diventerà sensibili all’aura che emana intorno agli esseri viventi. L’apertura del terzo occhio, oltre alla visione dell’aura, dona la possibilità di leggere il pensiero di chi vi sta intorno, di interagire con la telepatia, di avere visioni del passato e del futuro, inizialmente attraverso sogni premonitori e poi con dei flash allo stato di veglia.

ADDESTRAMENTO ALLA CONVERGENZA OCULARE
La convergenza oculare viene generalmente considerata uno degli esercizi più difficili da eseguire, soprattutto per noi occidentali. Per facilitarne la pratica è stato messo a punto un "training" in video che, in soli 15 minuti al giorno, è in grado di rafforzare i muscoli peri-oculari che garantiscono il raggiungimento e il mantenimento di un'efficace convergenza oculare per il tempo necessario a scatenare i meccanismi sottili ad essa legati.



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