Testimonianze - FOSFENISMO ITALIA

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Testimonianze

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Pierre D. - FRANCIA
Ecco che cosa ho potuto osservare su me stesso, sui miei bambini e su qualche persona del mio entourage dopo più di 2 anni di utilizzo del metodo.
- per i periodi di apprendimento scolastico (primario e secondario)
Il mixaggio fosfenico permette una migliore concentrazione, e aiuta la memorizzazione.
Canalizzando l’energia, riduce le tendenze naturali alla dispersione, apporta la concentrazione necessaria allo studio e alla comprensione e facilita la fissazione di ciò che deve essere memorizzato per proiezione mentale nel fosfene di ciò che deve essere trattenuto.
Permette di ridurre le sconfitte scolastiche e di ridare ai bambini turbati o stressati le stesse possibilità dei loro compagni.
In particolare, l’utilizzo simultaneo del fosfene, della lettura/recitazione ad alta voce associata alla scrittura manoscritta permette di risolvere definitivamente i problemi di ortografia.

- per il ciclo delle superiori e i concorsi
Permette di immagazzinare grandi quantità di conoscenze, utilizzando particolarmente la memoria visiva.
L'utilizzo dei fosfeni è assolutamente indicato per immagazzinare le grandi quantità di conoscenze molto importanti richieste dalle scuole di alto livello (matematica, fisica, chimica), in medicina, biologia e scienze della terra.

- per i movimenti complessi di ginnastica (danza, acrobazia) e la risoluzione dei problemi di coordinazione del corpo, così come per la dislessia
Associare un movimento al fosfene (memorizzazione cenestesica) permette di realizzarlo senza blocchi e di memorizzarlo.

- nei mestieri creativi e di inventiva
La proiezione di problemi o di idee in un fosfene permette do ottenere rapidamente un turbine di idee molto propizie alla creazione e all’inventiva.
Queste funzioni non interessano unicamente gli artisti, i creativi o gli inventori ma anche tutte le persone che hanno bisogno di trovare delle idee (chi cerca un lavoro, quadri e imprese, ingegneri etc. a fronte di problemi da risolvere). I fosfeni hanno come conseguenza secondaria di armonizzare la personalità e di far vedere le cose in modo molto positivo. A questo titolo, facendo regolarmente dei fosfeni, le persone il cui comportamento è aggressivo evolvono in un senso molto positivo, facendo emergere il meglio della loro personalità.
Si può ipotizzare il loro utilizzo nelle carceri, per i drogati e per le persone a comportamento depressivo.


Mixaggio Fosfenico e musica - Giorgio Fabbri
Progetto per l’utilizzo del Fosfenismo nella direzione d’orchestra
Il Mixaggio Fosfenico è una risorsa molto potente per l’apprendimento della musica e per la realizzazione di performances musicali di alto livello.
Sono un musicista di 56 anni, organista, clavicembalista, compositore e direttore d’orchestra. E’ soprattutto nella direzione d’orchestra che ho potuto constatare il potere straordinario del Mixaggio Fosfenico. Occorre dire anzitutto che ho sempre avuto capacità di memorizzazione molto limitate, e che ho sofferto molto per questa limitazione, soprattutto nella direzione d’orchestra.
La necessità di dover seguire la partitura con gli occhi, crea una restrizione molto grande, perché il direttore non è libero di poter stabilire un contatto diretto con i musicisti che suonano in orchestra. E’ una costrizione alla quale è difficile dare una risposta. Semplicemente, vi sono direttori che non hanno alcuna difficoltà a dirigere un intero concerto a memoria, ce ne sono altri che, al contrario sono legati alla necessità di leggere la musica durante la loro conduzione. Tra questi ultimi vi sono anche direttori celebri (ad es. in Italia Riccardo Muti dirige quasi sempre l’orchestra leggendo la musica, mentre Daniel Baremboim, direttore principale dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano recentemente ha diretto a memoria l’intera opera Parsifal di Wagner – si tratta di un’opera della durata di cinque ore!).
Dirigere un concerto a memoria o leggendo la musica non ha necessariamente una incidenza sulla qualità artistica dell’esecuzione musicale. Quando il direttore è un grande artista e un eccellente musicista, la performance può essere ugualmente di alto livello in ambedue le situazioni. Ma è soprattutto il modo di lavorare e di rapportarsi all’orchestra che è completamente diverso e che diviene molto vantaggioso per quei direttori che possono fare a meno della musica posata sul leggìo davanti ai loro occhi. Il contatto molto più diretto con i musicisti, la libertà di muoversi sul podio, l’assenza di vincoli, il non dover dipendere dalla partitura, non dover ogni volta girare le pagine – e quindi avere le braccia libere di muoversi – sono alcuni dei vantaggi, che inevitabilmente si rifletteranno sul risultato finale dell’esecuzione musicale.
In più, il direttore che guida l’orchestra senza avere la musica davanti, in qualche modo guadagna una stima più grande da parte dell’orchestra, perché dimostra una conoscenza molto dettagliata della musica che si suona. La capacità di ricordare a memoria l’intera partitura è una performance che ispira sempre rispetto e ammirazione, perché i musicisti che sono in orchestra abitualmente suonano leggendo la musica: dunque possono sempre avere apprezzamento per i direttori che sono in grado di effettuare una performance che a loro è sconosciuta.
Ho potuto personalmente sperimentare l’efficacia del Mixaggio Fosfenico nella memorizzazione di un brano musicale che avrei dovuto dirigere qualche giorno dopo. Si trattava dell’Ouverture dell’opera La Gazza Ladra di Gioachino Rossini. E’ un brano per grande orchestra, che dura circa una decina di minuti: dunque si tratta già di una durata significativa e di rispetto. Voglio dire subito che, con l’aiuto del Fosfenismo, l’ho imparato a memoria nel breve spazio di un’ora!
Sono molte le persone che lo possono testimoniare: due giorni dopo era fissata la prima prova con l’orchestra. Ho detto ai musicisti che stavo seguendo una nuova tecnica per l’apprendimento e la memorizzazione della partitura musicale: dunque, ho chiesto loro di perdonarmi nel caso avessi fatto qualche errore durante la direzione. Fortunatamente, non ho avuto bisogno del loro perdono, perché ho diretto il brano dall’inizio alla fine senza errori, con i giusti gesti per gli “attacchi” e anticipando le “entrate” dei vari strumenti.
Quali sono le modalità e le procedure che ho seguito per apprendere a memoria in così breve tempo la musica che avrei dovuto dirigere?
Ho utilizzato il Mixaggio Fosfenico con diverse modalità, e penso che il successo ottenuto sia dovuto soprattutto all’integrazione delle diverse procedure, che, tutte insieme, hanno condotto al risultato desiderato.
Ho cominciato con un primo fosfene indirizzato unicamente all’ascolto della musica. Durante il post-fosfene ho ascoltato interamente il brano musicale, al buio e con gli occhi chiusi, ascoltando la musica in cuffia, proseguendo nell’ascolto anche dopo che, passati i primi tre minuti, il fosfene era svanito.
Il secondo fosfene l’ho indirizzato alla lettura interiore della musica. Durante il post-fosfene, sono restato al buio con gli occhi chiusi, senza ascoltare la musica, ma cercando di seguirla mentalmente dentro di me, ascoltandola soltanto con l’orecchio interiore. A seguire, ho aperto la partitura e ho letto lentamente la musica, ancora senza ascoltarla, dall’inizio alla fine. Questo secondo passaggio aveva lo scopo di creare una connessione tra i due sensi, vista e udito.
Il terzo passaggio è stato ancora diverso. Durante il post-fosfene ho mantenuto gli occhi aperti e, sotto fosfene, ho letto la musica dall’inizio alla fine. Vedevo l’ombra scura del fosfene, ma avendo acceso l’abat-jour, vedevo comunque molto bene la musica e ho potuto leggerla senza problemi. Questo passaggio aveva lo scopo di leggere la musica nella condizione ideale di equilibrio interemisferico e, quindi, di poterne fare una lettura “extrasensoriale”.
Infine, nel quarto passaggio, durante il post-fosfene, ho letto la musica con gli occhi aperti sotto fosfene mentre contemporaneamente la ascoltavo con le cuffie. Questo passaggio aveva lo scopo di integrare tutte le capacità e tutte le sensorialità, a tutti i livelli.
A questo punto del percorso, ho ottenuto un primo risultato, che è stato davvero stupefacente. La musica che ascoltavo dal CD, durante questo quarto passaggio, suonava in un modo completamente diverso. Era come se si fosse squarciato un velo, come se si fosse dissolta una nebbia fitta. L’orchestra risuonava alle mie orecchie in un modo molto più trasparente. Nel momento in cui l’orchestra suonava tutta insieme, era per me molto più facile di prima poter distinguere i diversi strumenti, i flauti dai clarinetti, le viole dai violoncelli, i corni dai tromboni, ecc. Il fosfene aveva già ottenuto lo scopo di amplificare le facoltà sensoriali.
Questa capacità di ascoltare in modo dettagliato è molto importante nella performance della direzione d’orchestra, forse è ancora più importante della memorizzazione. E’ grazie a questa capacità che il direttore può svolgere al meglio il suo programma, ovvero saper percepire con chiarezza ciò che sta eseguendo ogni componente dell’orchestra, per poterlo correggere o indirizzare e per poter ottenere il risultato interpretativo ed espressivo che è nell’intenzione del direttore. Ascoltare e ascoltare bene è la prima necessità di un valido direttore d’orchestra. Dunque questa esperienza dimostra che il fosfenismo consente di amplificare la capacità di percepire con chiarezza la musica, e di amplificare le risorse dell’ascolto corretto da parte di un direttore d’orchestra.

Ma per proseguire verso l’obiettivo originale di questo progetto, che era quello di memorizzare rapidamente un brano musicale da dirigere, continuo nella spiegazione di come sono riuscito a raggiungere molto velocemente questo scopo grazie al fosfenismo.
Dopo aver fatto i quattro passaggi con il fosfene, che ho descritto qui sopra, ho smesso di utilizzare il fosfene e ho cominciato a studiare il brano come faccio abitualmente, leggendo ripetutamente la musica, e in qualche caso riascoltandola durante la lettura.
La ripetizione è parte integrante dei processi di apprendimento della musica, i musicisti sono abituati a ripetere molte volte, sia per imparare a suonare uno strumento, sia per la memorizzazione, la quale, tuttavia, è un processo lungo e complesso e non è per tutti.
Per me, che sono musicalmente nato come organista, la memorizzazione non è un’abitudine, perché nelle scuole di musica italiane o nei conservatori la memorizzazione o il saper suonare a memoria non è richiesta agli organisti per poter ottenere il titolo di studio. Ciò è spiegato dalla grande difficoltà di lettura della musica organistica, che deve essere suonata con le mani e con i piedi, e che è scritta su tre pentagrammi, che devono essere letti simultaneamente, di qui la difficoltà nell’apprendimento a memoria. (Questo potrebbe essere, dunque, un altro campo nel quale mettere a frutto le risorse del fosfenismo).
Non essendo dunque la memorizzazione un’abitudine per me, è ancora più difficile, anche per l’età non più giovane, avendo superato i 55 anni. Ma con l’aiuto del fosfenismo, quel mattino, dopo una semplice ora di lavoro, ho potuto imparare a memoria l’Ouverture dalla Gazza Ladra di Rossini!
Infatti, alla fine della prima ora di lavoro, sono stato in grado di condurre l’ouverture a memoria, nella mia camera, con la bacchetta in mano, davanti allo specchio, mentre facevo suonare la musica dal registratore.
Non si trattava ancora della performance davanti all’orchestra, ma era già un primo passo importante!
Dopo di ciò, ho abbandonato questo studio e mi sono dedicato ad altro. La sera, prima di addormentarmi, ho fatto un altro fosfene e ho ascoltato per l’ultima volta l’intero brano.
Il mattino successivo ho avuto la seconda grande sorpresa. Il brano era disegnato nella mia testa, in un modo stupefacente. Prima di alzarmi dal letto, ho ripetuto mentalmente il brano e ho scoperto delle relazioni tra le parti che non avevo osservato prima. Ora avevo molto più chiaro nella mente che il brano era diviso in quattro parti, che le due parti centrali erano simili, che la prima parte era a sua volta divisa in quattro parti, ecc. ecc. In una parola, avevo ottenuto una chiara presa di coscienza della struttura del brano.
La memorizzazione ottenuta in questo modo, non era quindi dovuta a un’azione meccanica e ripetitiva, ma era il risultato di una interazione interemisferica, del lavoro congiunto della mente conscia e di quella inconscia. E’ un tipo di memorizzazione che può restare vivo molto a lungo.
Nella mattinata ho ripetuto ancora qualche volta il brano rileggendolo, mentre lo dirigevo davanti allo specchio. La padronanza della musica era divenuta davvero totale: non restava che il test finale.
Il giorno seguente era fissata la prima prova del brano con tutta l’orchestra schierata davanti a me, senza il leggìo davanti agli occhi, solamente io e la mia memoria. Dopo aver comunicato ai musicisti il test che stavo per fare, ho dato l’attacco…e l’orchestra è partita, e ho diretto dall’inizio alla fine senza commettere errori!
Dopo questa esperienza, che è stata molto positiva ed emozionante, ho imparato con la stessa procedura alcuni altri brani del concerto che stavamo per preparare e, nel giro di qualche giorno, ho diretto gran parte del concerto a memoria!  
Ho molti testimoni che possono confermare ciò, perché era il concerto di apertura delle attività del Consiglio Comunale di Ferrara, il 18 gennaio 2011, davanti a un pubblico numeroso, davanti al sindaco della città e a tutti i consiglieri, davanti a tutti i musicisti dell’orchestra. Per la prima volta, davanti a tutti, ho diretto un concerto a memoria!
Utilizzo il fosfenismo tutti i giorni, e con questa straordinaria risorsa, ho ottenuto e ottengo quotidianamente risultati straordinari. L’ho utilizzato anche per la redazione di un libro, (“Come un’orchestra” – ed. FrancoAngeli), mi ha aiutato a scrivere un capitolo al giorno. Si è trattato di un libro scritto con altri due autori, e, nello spazio di nove giorni, ho completato la mia parte, un capitolo al giorno nel periodo di Natale 2009. Ho ancora le email con cui inviavo i testi, che lo testimoniano.
Mia figlia, che studia all’Università e che è anch’essa musicista, utilizza quotidianamente il fosfenismo per i suoi studi e per le sue performances musicali. Anch’essa sta studiando i testi per diventare phosphèno-pedagogue.

Altre applicazioni
La mia attività non è soltanto quella del musicista (tenendo concerti o dirigendo l’orchestra), ma mi occupo anche di formazione. Sono insegnante presso il Conservatorio di Musica di Adria (Ro), e sono anche formatore per imprese e organizzazioni economiche. Ho strutturato un modello formativo di mia ideazione, si chiama “Sound Genius – Il tuo genio nella musica” – (www.soundgenius.org). La mia intenzione è quella di utilizzare il fosfenismo come risorsa per aiutare le persone a riprodurre le alte performances della mente musicale.
Dunque desidero diventare phopshèno-pedagogue per poter applicare il fosfenismo soprattutto in queste due situazioni:
per l’insegnamento della memorizzazione musicale, per i musicisti, sia per gli esecutori e i concertisti, sia per i direttori d’orchestra, sulla base del progetto spiegato qui sopra;
per l’effettuazione di performances di alto livello nelle imprese, per i leaders o i managers, nella realizzazione di progetti, per l’assunzione delle decisioni, per la creazione di nuove idee.

Conclusioni
L’utilizzo che faccio del fosfenismo è divenuta quotidiano, con applicazioni in molti campi e in molte attività, nella vita personale come nei campi musicali. Ciò che trovo potente è che il fosfenismo amplifica quella che è una delle caratteristiche più importanti della musica, ovvero il bilanciamento interemisferico.
Per la sua natura la musica (sia nell’ascolto, sia nell’esecuzione) costringe a mettere in moto entrambi gli emisferi, ambedue le performances, quella logica e quella emozionale, quella conscia e quella inconscia. Il fosfenismo amplifica e dà velocità a questo processo e dà la possibilità di vivere una vita più piena, più completa, più in armonia con il mondo e con se stessi.
Desidero ringraziare lo staff del Prof. Lefebure per il suo prezioso lavoro e per la possibilità offerta al mondo intero di poter entrare con semplicità nell’alta dimensione di una vita superiore.  

 
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